Rottamarsi un po'/16
Avviso generazionale a chi ancora non ci crede: è stata un’auto rottamazione
Diffidate dell’abdicazione. Della sua generazione stanca e preda dei sensi di colpa che deve lasciare il passo agli “italiani giovani” scriveva Michele Serra, proprio mentre si ergeva a bardo degli italiani ancor-più-giovani (gli Sdraiati, quelli a cui, per inciso, appartiene anche chi scrive). Ma diffidate dell’abdicazione, della rottamazione. Della questione generazionale. Che c’è, è emergenza, e Matteo Renzi la incarna come nessuno in Italia. di Eugenio Cau
15 AGO 20

Diffidate dell’abdicazione. Della sua generazione stanca e preda dei sensi di colpa che deve lasciare il passo agli “italiani giovani” scriveva Michele Serra, proprio mentre si ergeva a bardo degli italiani ancor-più-giovani (gli Sdraiati, quelli a cui, per inciso, appartiene anche chi scrive). Ma diffidate dell’abdicazione, della rottamazione. Della questione generazionale. Che c’è, è emergenza, e Matteo Renzi la incarna come nessuno in Italia. Ma il Renzi rottamatore candidato-dei-giovani era cosa da primarie 2012. Allora perse, anche malamente, contro uno che confondeva l’iPhone con l’iPod. La favola dell’underdog, del giovane grintoso che nuota controcorrente, era vera, ma nessuno le credette. Oggi Renzi è una bestia diversa. Non parla più di rottamazione, non ne ha bisogno, lui è il candidato-che-vince. Il successo di domenica è figlio di quel “se c’era Renzi il Pd prendeva il quaranta” che tutti abbiamo pensato la scorsa primavera mentre guardavamo squagliarsi gli exit poll. E domenica il popolo del Pd, lo stesso che un anno fa aveva bastonato il candidato-dei-giovani, è andato a votare il candidato-che-vince, perché quel quaranta lo vuole, tutto qui. Tirare fuori l’abdicazione, adesso, significa giustificarsi a posteriori, far passare come concessa una cosa che vi è sfuggita di mano. Eravate sopravvissuti al tentativo rottamatore di Renzi perché era un tentativo sghembo, e perché voi eravate più forti. Poi siete caduti, rovinosamente come non era possibile pensare. Per favore, ora non diteci che avete abdicato. Sapete anche voi che non è vero.
di Eugenio Cau